Olivo Taggiasco

cenni storici

Le origini dell’Olivo Taggiasco

Nella Piana di Albenga e nel primo entroterra ingauno, l’olivicoltura racconta una storia antica legata alla cultivar più identitaria della Liguria di Ponente: la Taggiasca. Il nome stesso ne rivela la provenienza, la Valle Argentina nell’Imperiese, da dove nei secoli si è diffusa in tutta la provincia di Savona, trovando in questo territorio un microclima capace di esaltarne al meglio le qualità.

Ciò che rende unica questa oliva è la sua straordinaria versatilità: un frutto dolce, privo di punte acide, che si presta tanto alla spremitura a freddo quanto alla lavorazione in salamoia e alla preparazione di paté.

L’olio e le olive Taggiasca a marchio TipicoSì possono essere acquistati presso l’Ortoshop della Cooperativa L’Ortrofrutticola di Albenga, in regione Massaretti 30/1 – Fraz. Bastia di Albenga (SV).

Per informazioni telefonare al numero 331 6169770

aglio di Vessalico

Il paesaggio olivicolo della zona porta ancora oggi i segni di un lavoro antico: i terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, costruiti nei secoli per ricavare superfici coltivabili su un terreno prevalentemente collinare. Realizzati con la pietra reperita sul posto, i muretti a secco restano ancora oggi elemento identitario del paesaggio tanto da beneficiare di specifici fondi a sostegno del loro recupero e mantenimento.

coltivazione

Coltivazione

La cura dell’Olivo Taggiasco segue un calendario preciso, scandito da due momenti chiave di potatura: in primavera, con una sfoltitura della chioma, e in agosto, quando si interviene sui polloni per contenere la vigoria della pianta. Si tratta di una potatura relativamente semplice, che cambia poco rispetto ad altre cultivar, ma che richiede un’attenzione costante: l’obiettivo è sempre quello di far entrare più luce possibile all’interno della chioma, favorendo una maturazione uniforme delle drupe.

Per garantire una resa costante nel tempo, sia in termini di qualità sia di quantità, l’oliveto necessita di un impianto di irrigazione e di concimazioni mirate. L’acqua resta un elemento fondamentale, come per qualsiasi coltura: la disponibilità idrica del territorio è garantita da un consorzio irriguo locale, a cui gli oliveti della zona attingono per le necessarie bagnature.

caratteristiche e utilizzo

Caratteristiche e utilizzo dell’Olivo Taggiasco

La posizione e l’altitudine della Piana di Albenga e del suo primo entroterra collocano questo territorio in quella che viene considerata la fascia di massima vocazione per la coltivazione della Taggiasca. Un equilibrio delicato, condizionato dal clima: gli inverni rigidi rallentano la maturazione delle olive, imponendo un’attenta valutazione dei tempi di raccolta per non rischiare di entrare troppo avanti nella stagione fredda.

Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha in parte ridisegnato la geografia dell’olivicoltura, portando nuovi impianti anche in aree un tempo vocate ad altre colture. Restare a un’altitudine più elevata comporta però un vantaggio non trascurabile: una minore incidenza della mosca olearia, tra le principali insidie per la qualità del raccolto in questo territorio.

È proprio questa combinazione di territorio, clima e cura agronomica a restituire un olio dal profilo unico: dolce, morbido, senza punte acide o amare, capace di adattarsi a ogni utilizzo in cucina, dai piatti crudi alle preparazioni cotte. La stessa dolcezza rende la Taggiasca ideale anche per la lavorazione in salamoia e per la preparazione di paté, due modi tradizionali di conservare e valorizzare il frutto dell’olivo lungo tutto l’arco dell’anno.

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